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BUONE MANIERE NEI NEGOZI

Le buone maniere fanno vendere di più. L’indifferenza allontana.

Il negoziante o l’incaricato alle vendite deve accogliere il cliente dando la sensazione di piacevolezza per il suo arrivo.

Trattare i propri clienti con cortesia e rispetto fa parte del “business etiquette”, il galateo degli affari, che porta buoni risultati. Naturalmente sono necessarie competenza e serietà. Un aspetto ordinato aiuta sempre. Se il venditore insiste per vendere un pantalone che rende il vostro dietro una portaerei, sicuramente non tornerete.
I clienti non sono perfetti (spesso nemmeno simpatici) ma desiderano che gli risolviate i problemi nel momento che si verificano.

Il cliente, a sua volta, deve entrare nel negozio salutando il negoziante e magari aggiungendo “Posso dare un’occhiata?” se non ha già le idee chiare sulla necessità. In tal caso il venditore sarà a sua disposizione con discrezione, nell’intento di poter consigliare e vendere.

Non entrate nel negozio col cibo, terminate il nutrimento fuori.

Non toccate gli abiti o la merce esposta. In caso di bambini al seguito, impedite che tocchino, spostino, rompano, teneteli per mano e chiedetegli: “Avresti piacere che degli estranei venissero in camera tua a toccare tutti i tuoi giocattoli?”. Di solito funziona.

Non entrate con cani di grande taglia e tenete vicino col guinzaglio corto quelli di piccola taglia.

Evitate di arrivare alla cassa del bar con il balletto “pago-io-no-pago-io” che è fastidioso e imbarazzante: il povero cassiere deve prendere il denaro dal più veloce.

Evitate di rimbrottare il malcapitato se siete arrivati secondi. E comunque è sana l’alternanza pronunciando: “L’ultima volta hai offerto tu”.

Lo sconto è lecito chiederlo ma senza pretesa o arroganza. Starà al venditore comprendere il margine di guadagno e l’interesse che il cliente torni.

Quando uscite dal negozio salutate sempre nella speranza che il vostro saluto non cada nel vuoto.

Nel 2012 gli acquirenti online sono stati più di 10 milioni ma nel commercio elettronico manca il rapporto diretto e la fidelizzazione che solo con la frequentazione tra persone si può sviluppare.

HANNO DETTO

“I consumatori cercano la qualità e il valore, fissano gli standard di accettabilità dei prodotti e dei servizi, esprimendo un’opinione a suon di dollari.”

Ronald Reagan, ex Presidente degli Stati Uniti

 

LO SAPEVATE CHE

La parola “negozio” deriva dal latino “negotium” composto da “nec” e “otium” ossia “non ozio”. Nell’antichità l’ozio era considerato un valore positivo perché significava “non far niente” ma dedicandosi a ciò che più piaceva, quasi fosse un hobby intellettuale. Il negotium era pertanto “l’occuparsi dei propri affari più per necessità che per scelta ” e doveva essere evitato perché distoglieva dagli ozi.