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IL CELLULARE

Sembra impossibile, ma saper usare il cellulare nel terzo millennio è uno spartiacque dell’educazione. Anche se siete sicuri che la persona chiamata abbia il vostro numero in memoria è corretto dire chi siete.

Non esordite con «È un brutto momento?», dareste comunque un messaggio negativo. Molto meglio «È un buon momento?» o un più semplice «Come sta/stai?», che non presuppone una risposta reale.

Le suonerie troppo estrose vanno messe al bando. Ho ancora nell’orecchio la suoneria di un’amica con il pianto di un bambino. Un incubo!

Non impossessatevi del cellulare altrui: non c’è curiosità o sospetto che lo giustifichi.

Ridicolo è chi cammina con il cellulare all’orecchio e gesticola, magari anche alzando la voce.
Incosciente, invece, chi attraversa, sia pure sulle strisce, mentre è impegnato al cellulare: la prontezza di riflessi è richiesta non solo per il guidatore.

Se vi rispondono velocemente: «Ti chiamo dopo», evitate di proseguire con «Volevo solo dirti che…».
Il tono della voce deve renderla comprensibile all’interlocutore, ma non disturbare chi vi sta vicino, soprattutto se vi trovate sui mezzi pubblici, dove bisognerebbe rispondere velocemente e solo a telefonate davvero importanti.

TRATTO DA GALATEO IN 5 MINUTI,  ed. GRIBAUDO