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IL CITOFONO

Il citofono, pur comparendo ancora fisicamente a lato dei portoni, è in via d’estinzione.

È più facile telefonare e dire “sono sotto, scendi?”.

La chiamata al citofono dà la sensazione di essere presenti, di aspettare un incontro.

Evitate di schiacciare il pulsante a lungo, il suono dei citofoni di solito è invadente. Non fate più trilli come fosse un motivetto in codice.

“Sono ioooo!”. Io chi?
Aspettate che rispondano, esordite con un saluto – che non sia l’inelegante “Salve!” – e chiedete della persona che siete andati a prendere. Ringraziate.
Se dovete salire in casa di qualcuno e trovate il portone aperto, è corretto citofonare ugualmente per permettere a chi vi ospita di accogliervi con la porta aperta. 

Tratto da Ritratto di Signora, ed. Gribaudo