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IN MONTAGNA

• Le consuetudini della montagna impongono di salutare chi s’incrocia in passeggiata. Non consideratelo il retaggio di un’epoca in cui il turismo di massa non esisteva, né l’obbligo a rinunciare al piacere dell’escursione per profondersi in continui “buongiorno”. Il saluto in quota a bassa voce, con un cenno del capo o semplicemente un sorriso esige la volontà di entrambi ed è abbastanza facile capire se chi s’incontra rivolge lo sguardo su di noi in attesa di un cenno. Altrimenti, nessuno si offende se ciascuno va per la sua strada.

• Ricordate che, nei passaggi obbligati, chi sale ha sempre la precedenza e che è buona norma cedere il passo a chi procede più celermente di voi.

• La passeggiata poco impegnativa lascia ampia libertà nell’abbigliamento, meglio se poco appariscente. Occhio alle scarpe: lasciate in albergo quelle da ginnastica o le pedule da città e affidatevi a modelli da trekking leggeri e robusti.

• Lasciate i luoghi dove vi fermate per una pausa così come li avete trovati. 

Tratto da Uomo e Gentiluomo, ed. Gribaudo