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IN UFFICIO O A LAVORO

Parola d’ordine “decoro”, non siete sole.
Sembrerà scontato ma, anche qualora credeste di essere sole, evitate sempre i piedi sul tavolo…
Decoro inteso come mise, no a tacchi eccessivi, a minigonne e/o scollature, a profumi invadenti, a gioielli chiassosi. No a essere fuori luogo
con le colleghe che hanno meno possibilità economica.

Sono cambiati gli spazi per cui devono cambiare gli atteggiamenti: gli openspace ci obbligano a un maggior autocontrollo e rispetto. No al vivavoce anche se per lavoro, perché anche le altre persone lavorano, no alle lamentele,
alle autocelebrazioni, al racconto dettagliato del mal di testa, alla notte da sogno trascorsa o alla cena deludente, no al genio che è vostro figlio, no a lasciare le zone comuni come non vorreste trovarle,
no a mangiare sulla scrivania
in generale e, in particolar modo,

cibi speziati, unti o dall’odore forte. Quando vi rivolgete a un collaboratore, evitate gli imperativi, privilegiate
il condizionale accompagnato

da un “per favore”.
Non correte dal superiore solo quando si profila un problema, ma portategli anche un’eventuale soluzione.
Il ritardo sottrae ritmo ed energia altrui. L’ambiente di lavoro influenza
il risultato lavorativo e la qualità
della vita: collaborare è migliorare insieme.
La collega va rispettata, gli sgambetti sulla lunga distanza non pagano.

Tratto da Ritratto di signora, ed. Gribaudo